300% AIS Veneto (e splendide cornici)

Non capita quasi mai di poter utilizzare l’inflazionata locuzione splendida cornice a proposito: tutti gli eventi sono organizzati quasi sempre in cornici più o meno splendide, almeno a leggere brochure e comunicati stampa. Sempre che ci sia comunque un quadro da incorniciare, specie con le manifestazioni legate al vino. Poi capita che AIS Veneto organizzi da due anni a questa parte il 300% Wine Experience direttamente all’interno di un capolavoro del Palladio: Villa Emo a Fanzolo di Vedelago (TV). Ovviamente sferrando un colpo micidiale su chi vorrà cimentarsi sullo splendore di cornici prossime venture. Si tratta di 300 vini di 100 cantine venete, scelte tra quelle inserite all’interno della guida Vinetia. Tra gli assaggi fatti, parto dai vini più palladiani presenti, per proporzione, stile e misura: quelli di Zymè. Proposti il 60/20/20 2011, elegante taglio bordolese, il Kairos 2012, seducente e profondo blend di almeno 15 vitigni rossi e bianchi, e La Mattonara 2004, straordinario Amarone Riserva, risultato non a caso il migliore rosso da invecchiamento per l’ultima edizione della guida. La mano da fuoriclasse di Celestino Gaspari si ritrova anche in una giovane cantina berica di cui è consulente, Punto Zero: particolarmente incisivi il Punto 2012, merlot in purezza ricco di sfumature, e il Virgola 2013, syrah ancora giovanissimo ma che lascia intravedere un sicuro potenziale di armonia e piacevolezza. Le stesse che si ritrovano nell’Enantio Riserva 2009 di Roeno, ossia il lambrusco a foglia frastagliata, autoctono della Valdadige: un continuo gioco di sensazioni fruttate, speziate e balsamiche che emergono da una struttura salda ed equilibrata. Speri è d’obbligo con il Sant’Urbano Valpolicella Classico Superiore 2013 e con l’Amarone Vigneto Monte Sant’Urbano 2012, vini magistralmente sospesi tra finezza e vigore. Albino Piona sciorina una serie di Bardolino connotati da una profondità di profumi e gusto ben diversa da quella a cui si è soliti riferirsi per questa denominazione, in particolare con SP Selezione Personale Silvio Piona 2013. Stessa cosa per il Bardolino 2014 di Giovanna Tantini, dove vino di rango si dimostra anche il Greta 2010, armoniosa corvina in purezza. Altro rosso una spanna sopra è il Terre di Lava Rosso Riserva 2011 di Vignaioli Contrà Soarda, merlot fatto di chiaroscuri molto affascinanti. Da Angelo Bortolin sorprende il Riva di Guia Sommaval 2016, Prosecco Brut che amplifica le nitide sensazioni fruttate, floreali e sapide lungo un sorso persistente e di carattere. Significativo che qui parlino dei loro vini chiamandoli Valdobbiadene DOCG, proprio per differenziarli da una massa di prodotti che altrove di simile hanno solo il nome, Prosecco. Il Lison 2015 di La Frassina si distingue dai suoi pari grado per una nota quasi salmastra che ne aumenta la personalità. Bianco entusiasmante il Vigne di Catullo 2013 di Tenuta Roveglia, Lugana Riserva che arricchisce i suoi profumi di frutta tropicale ed erbe aromatiche con spunti di idrocarburi e pietra focaia, per poi farsi al palato tanto avvolgente quanto sapido. Piacevole sorpresa Sandre col suo Acini Bianchi 2015, traminer aromatico di cui vengono smussati certi eccessi di profumi e corpo, rendendolo più dinamico senza perdere in gusto. Il contingente di Soave era così ricco che bisognerebbe scriverne a parte: dovendo scegliere 3 vini, tanto per rimanere in tema con la manifestazione, mi limito a citare Le Battistelle col Roccolo del Durlo 2014, nitido e affilato; il Monte San Piero 2013 di Sandro de Bruno, dal bellissimo contrasto tra morbidezza e sapidità; infine Le Rive 2012 di Suavia, in cui la garganega surmatura disegna un vino sontuoso. Cornice e quadro quindi: non mancava nulla domenica scorsa al 300% di AIS Veneto.

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