A zonzo per il Tirreno

Vitigno che come pochi sa tradurre le sensazioni salmastre e marine dei litorali su cui è coltivato, il vermentino è molto diffuso lungo la costa tirrenica, specie in Liguria, Toscana e Sardegna. In Corsica è conosciuto come malvoisie de Corse, facendo parte, secondo alcuni studi, proprio della famiglia delle malvasie. In Provenza e Linguadoca è denominato rolle, mentre sarebbero ormai chiaramente determinate le sinonimie col pigato ligure e la favorita piemontese. Si tratta quindi di una varietà ampiamente distribuita lungo il Mediterraneo occidentale, particolarmente adattatasi agli ambienti costieri: spesso si legge che il vermentino “ha bisogno di sentire il mare”, proprio perchè dà il meglio in contesti litoranei, dove acquisisce personalità, struttura e un patrimonio di profumi di grande finezza. Le etichette in degustazione a Degustamare hanno permesso di cogliere le differenze di espressione che questo vitigno rivela, a seconda di dove sia coltivato. Fermo restando identità e indole prettamente marine, che attraversano come filo conduttore tutti i vini presentati, Liguria, Toscana e Sardegna danno prodotti nettamente diversi, e del resto ci sarebbe da stupirsi del contrario:

Alighino Toscana Bianco 2014 – Villa Caprareccia
Bibbona è un borgo della Val di Cecina livornese che ha anche una sua piccola doc, Terratico di Bibbona, in cui il vermentino è largamente utilizzato: paglierino pieno, all’inizio sa di agrumi e salso, senza mediazioni. Poi vira sui fiori di campo, pesca, e gelsomino, rivelando un naso preciso e pulito, oltre che intenso. Freschissimo, quasi acidulo, ma oltre questa lama di acidità c’è un corpo asciutto e immediato non privo di eleganza e di sorprendente piacevolezza salina e fruttata. Decisamente maremmano in questa doppia anima ora selvaggia e nervosa, ora agreste e rilassante.

Colli di Luni Vermentino Etichetta Nera 2014 – Cantine Lunae Bosoni
Paglierino dorato, esplosivo al naso: in Liguria il Vermentino si carica di una profusione di erbe aromatiche, un ventaglio di aromi che passa dal basilico alla maggiorana, dal timo al rosmarino. Resta ben presente un’ossatura agrumata e fruttata, con pompelmo, cedro e pesca in evidenza. Sorso ricco di materia, sontuoso, ma qui è anche lo stile di questa etichetta. Freschezza e sapidità bene in evidenza, rimane fermo piantato sul palato ed è difficile scalzarlo. Del resto c’è un motivo se è stabilmente uno dei bianchi italiani più celebrati, anche se l’impianto complessivo mira decisamente alla seduzione.

‘Entu Vermentino di Sardegna 2014 – Colline del Vento
Da Villasimius, a est di Cagliari, questa cantina propone un Vermentino che è già una dichiarazione di intenti sin dal nome: ‘entu, cioè vento in sardo, come i refoli salmastri che subito emergono dal calice, assieme a note mature, quasi ossidative, tipiche di alcuni Vermentino di questa regione. Aumentano anche consistenza e gradazione alcolica, che fanno percepire il vino quasi oleoso. Ma il sorso rimane comunque molto piacevole e dinamico, per la dote di freschezza e di mineralità che possiede e che lo rende equilibrato. Finale garbatamente amarotico.

Mea Rosa Vermentino Rosato 2014 – Cantine Lunae Bosoni
Si chiude con un inusuale vermentino nero vinificato in rosa: mutazione spontanea del vermentino, è vitigno che stava scomparendo dalla sua zona di elezione, Lunigiana e fascia costiera tra Liguria e Toscana. Recuperato grazie all’intervento di un pugno di aziende, questa versione rosata si presenta cerasuolo vivido. Profumi molto fini di fragolina di bosco, melograno, rosmarino e arancia rossa. Struttura morbida ma vivace, sapidità da vendere.

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