Buoni propositi per il nuovo anno

Tutti li facciamo, pochi gli danno seguito con costanza e abnegazione, ottenendo risultati. Enologicamente parlando, i miei sono questi:

  • Cercare di capire le differenze nella galassia del cosiddetto vino naturale, in tutte le sue varie declinazioni.

  • Cercare di capire perché in Italia i produttori del cosiddetto vino naturale sono dispersi in mille associazioni e infinite manifestazioni.

  • Assumere dosi massicce di psicofarmaci per aver cercato di capire quanto sopra.

  • Arrivare all’ubiquità o al teletrasporto perché ormai col vino ogni settimana ci sono una, più, numerose manifestazioni sovrapponentisi per calendario con una, più, numerose altre.

  • Svenarsi per un grande vino inarrivabile di Borgogna, tirando poi la cinghia per un periodo indefinito.

  • Approfondire le differenze tra le varie zone di produzione del Chianti Classico e come esse si traducono nei rispettivi vini.

  • Mollare un cartone in faccia al prossimo che parla di Brett (questione Brettanomyces, versione rissosa).

  • Chiedere al prossimo che parla di Brett se intende Brett Anderson degli Suede o Brett Eldredge il cantante country (questione Brettanomyces, versione accomodante).

  • Bere più Champagne (proposito costante di anno in anno).

  • Tornare un po’ ai rassicuranti luoghi comuni (l’Aglianico è il Barolo del Sud, in Sicilia fanno solo vini pesanti e alcolici, i Franciacorta sono tutti omologati e simili, etc.).

  • Dire a qualche integralista recentemente convertito al vino cosiddetto naturale che se per caso ha ancora in cantina qualche bottiglia del demonio tipo Cervaro della Sala, Oreno o un Cascina Francia, gliene libero volentierissimo.

  • Aggiungere per certe categorie di vini qualche descrittore olfattivo improponibile tipo pera decana in mousse, chips di banana, ricordi di fienagioni primaverili, sottopelle di visone selvaggio, karkadè Takruri, che fa sempre figo.

  • Aggiungere per altre categorie di vini qualche descrittore olfattivo improponibile tipo sciacquatura di piatti con detersivo ai carboni attivi, acqua di sottovaso macerata per 4 giorni, sifone in PVC-U otturato, lettiera di Gatto Norvegese delle Foreste, che fa sempre figo.

  • Dimenticare sul serio vini da invecchiamento in cantina, e non fumarmeli alla prima occasione utile o meno.

  • Mantenere la calma di fronte all’ennesimo profilo social o enoteca che cita aforismi vari sul vino, da Pindaro a Veronelli passando per l’immancabile “La vita è troppo breve per bere vini mediocri” di Goethe.

Ce ne sarebbero altri, ma il lavoro qui è già impegnativo. Buon 2016 a tutti.

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