Il decanter: a cosa serve? È veramente utile?

Decanter

Tutti gli appassionati di vino sanno benissimo cos’è un decanter.

Ma è uno strumento effettivamente utile oppure è solo un accessorio alla moda, adatto a fare un po’ di scena nelle occasioni importanti, magari condita da gesti ridondanti ed enfatici come succede in certi ristoranti?

In commercio ne esistono ovviamente di diversi tipi, più o meno grandi, più o meno di design, sempre e comunque di vetro, o meglio ancora di cristallo. Ma a cosa serve il decanter? E soprattutto è veramente irrinunciabile, specie per un utilizzo casalingo? Le risposte solitamente sono due.

La prima è che il decanter serva per ossigenare i vini che hanno fatto un lungo affinamento in bottiglia. La seconda è che esso serva per separare il vino da eventuali sedimenti (fondi), formatisi nel corso dell’affinamento in bottiglia. Delle due risposte, a mio avviso, solo una è effettivamente corretta.

La definizione di decanter data da Wikipedia, che, nonostante le critiche mosse da molti, rappresenta in ogni caso l’enciclopedia online a contenuto aperto più consultata al mondo, è che esso, per via della sua forma panciuta alla base e stretta nel collo, permetta ai vini un po’ più datati di ossigenarsi e liberare il proprio bouquet di profumi. Tale definizione a mio avviso non è corretta, e in effetti, consultando il vocabolario Treccani alla voce decantare, viene affermato che tale termine deriverebbe dal latino medievale decanthare e significherebbe “sottoporre un liquido a decantazione, chiarificare, depurare, filtrare”.

Decanter

Questa definizione secondo me appare più appropriata, poiché l’unica reale funzione del decanter è appunto quella di separare i depositi formatisi sul fondo della bottiglia, ovvero sul fianco qualora sia stata conservata più correttamente in posizione orizzontale, ed evitare che gli stessi finiscano nel bicchiere.

Personalmente, per tutta una serie di motivi, non ho un buon rapporto con il decanter e preferisco farne a meno.

Primo problema: non si sa mai esattamente come impugnarlo. Lo prendo per il collo come fosse un pollo, oppure lo afferro per la pancia, a mo’ di maniglia dell’amore, con il rischio di farmelo sfuggire di mano mentre lo inclino per versare il vino.

Secondo problema: chiunque ami il vino, ama ovviamente anche le etichette e pertanto vuole vedere sempre la bottiglia in tavola in bella mostra. Ci piace ammirare la bottiglia, vedere se è di un’annata favorevole, rotearla con dolcezza per leggerne la retro etichetta, farle un reportage fotografico da instagrammare, e così via. Tutto ciò non potrà certo avvenire se versiamo il vino all’interno di un decanter, rendendolo di fatto del tutto anonimo. Per fare un esempio, uno Chateau Margaux in bottiglia sarà sempre uno Chateau Margaux, con tutte le emozioni che ne conseguono; uno Chateau Margaux versato nel decanter è come se venisse sminuito, diventando un semplice vino rosso all’interno di un freddo contenitore. Ma dico io, se ho la fortuna di poter aprire un’annoso Chateau Margaux, che magari ho custodito per decenni in cantina, resistendo più e più volte alla tentazione di aprirlo, che faccio? Lo verso in un sol baleno nel decanter e getto la bottiglia, affidandola al suo tragico e infimo destino all’interno del contenitore del vetro?

Che poi, un vino rimasto magari per decenni in un ambiente riduttivo, cioè privo di ossigeno, come reagisce a questo violento e repentino impatto con l’aria? Meglio aspettare che si sveli naturalmente, senza forzature. Insomma, preferisco avere la mia bella bottiglia davanti, anziché un’anonima ampolla in cristallo. Sarebbe come avere la fortuna di poter uscire con Belen Rodriguez e dirle che può benissimo uscire con voi in tuta da ginnastica e con le ballerine ai piedi, così sta più comoda.

In buona sostanza, la mia opinione è che del decanter si possa fare volentieri a meno, ovviando ad eventuali problemi di depositi sul fondo versando molto lentamente il vino e fermandosi poco prima che questi possano finire all’interno del bicchiere. Per quanto riguarda invece l’aspetto ossigenazione, sarà sufficiente aprirlo con largo anticipo, magari con l’accortezza di versarne subito un bicchiere, così da poter verificare che il vino non abbia difetti e altresì permettere un maggiore scambio di ossigeno all’interno della bottiglia scolma. Per concludere, se avete in casa un decanter e con questo articolo ho mortificato ogni vostra aspettativa, potete sempre riempirlo di tappi ed appoggiarlo in bella mostra su una mensola, oppure riempirlo con un bel mazzo di fiori. Farà sicuramente la sua figura.

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