Degustazione a sorpresa nell’Azienda Agricola Le Volpi

Azienda Agricola Le Volpi

Per fortuna queste cose capitano ogni tanto… Che un lunedì pomeriggio qualsiasi vieni chiamata all’improvviso per andare ad una degustazione organizzata da una cantina.

Chi ha fatto squillare il mio telefono per propormi un fuori programma nel cuore dei Colli Euganei è Enrico, titolare insieme a Valentino di due enoteche chiamate L’Angolo del Vino, a Rovigo e ad Adria. Fuori risplende uno dei primi timidi soli di primavera quando io ed Enrico ci rechiamo a Baone, in provincia di Padova, dove sorge L’Azienda Agricola Le Volpi.

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Appena scesi dalla macchina, ciò che cattura la nostra attenzione è il panorama che si staglia alla nostra destra. “Da qui, 4 o 5 giorni all’anno si riesce anche a vedere il mare”, asserisce Luigi, il proprietario, mentre osservo il Monte Gemola, il Monte Sicilia e uno scorcio di Appennini. Ci accingiamo a prendere posto nella sala degustazione in cui l’agronomo e l’enologo dell’azienda fanno una breve introduzione sulla viticoltura nei Colli Euganei e ci spiegano la filosofia che anima il loro lavoro. Nella società agricola “Le Volpi” tradizione ed innovazione si fondono per racchiudere in una bottiglia, di vino oppure di olio, l’interpretazione che la famiglia di Rossi Luciani fa del territorio. La certificazione biologica, ottenuta dalla cantina nel 2013, conferma lo stretto legame e l’impegno con la loro terra.

Ad accompagnare i vini è stato servito un piatto di formaggi provenienti dalla Latteria Perenzin, storica azienda casearia a Bagnolo San Pietro di Faletto (Treviso). Questa latteria, ci spiega Matteo Piccoli, ha come obiettivo la custodia del della tradizione di quattro generazioni di casari unita alla costante innovazione e sperimentazione nella produzione. enologoLa riscoperta delle qualità organolettiche del latte di capra li ha resi azienda leader in Italia nella produzione di formaggi caprini da latte biologico. Il primo vino che ci è stato proposto, è un prosecco rifermentato in bottiglia, che presenta nel bicchiere il classico aspetto velato. Le uve biologiche Glera sono lavorate naturalmente, con un contenuto di solfiti molto basso e non filtrato. In bocca è decisamente secco, grazie alla rifermentazione degli zuccheri residui. Può essere decantato lasciando i lieviti sul fondo oppure scosso per mescolarli nuovamente nel vino giocando con sapori e profumi. “Un vino da spiegare e sperimentare”, commenta un appassionato seduto vicino a me. La naturalità e la bevibilità di questo prodotto sono le caratteristiche che più di altre emergono e la robiola di latte di capra bio è perfettamente in accordo con la freschezza del prosecco. Il secondo vino degustato è un Bianco delle Volpi composto da Sauvignon, Incrocio Manzoni e Pinot Bianco.IMG_8355 Le classiche note vegetali del Sauvignon sono bene amalgamate con quelle della frutta matura e degli agrumi. Ne risulta un buon corpo bilanciato dalla sapidità e dalla freschezza del vino, che rivelano l’appartenenza delle viti al terreno vulcanico dei Colli. Un formaggio ai tre latti, di capra, mucca e bufala, ha accompagnato magistralmente il Bianco delle Volpi. Il Moscato Fiori d’Arancio secco è l’ultimo bianco che abbiamo assaggiato. Un vino particolare che ha conservato al naso le caratteristiche del vitigno da cui proviene, con note floreali e agrumate, e che lascia spiazzati in bocca, perché secco, deciso ed equilibrato. Una bottiglia che può essere consumata a tutto pasto e che infatti abbiamo gustato con un formaggio di latte di bufala ubriacato con prosecco.

Il brusio nella sala degustazione comincia a farsi sentire, fioccano commenti e domande e intanto ci lasciamo alle spalle i bianchi per accogliere i rossi. Quello che finora si evince è che all’azienda agricola Le Volpi non manca la voglia di stupire e sperimentare con coraggio e cognizione di causa.

8 Mesi è un Cabernet DOC, ottenuto da uve Cabernet Sauvignon e Franc, è il più giovane fra i rossi, l’affinamento in vasche d’acciaio dura 8 mesi. È erbaceo, floreale, fruttato e minerale. In bocca è equilibrato e sapido. Un Cabernet dei Colli sincero, che rispecchia a pieno il territorio. I sentori erbacei della caciotta di capra affinata nel fieno richiamano piacevolmente quelli del vino.

Il Cabernet DOC 18 mesi, a differenza del precedente, viene maturato per 18 mesi in barrique e tonneaux di rovere francese, acquistando complessità ed eleganti speziature. La pasta vellutata del formaggio di vacca con la crosta ricoperta in cera d’api, rende ancora più morbido il vino in bocca. Intenso e persistente nel finale. Convincente.

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L’ultima bottiglia della serata è un rosso dal taglio bordolese maturato 24 mesi in tonneaux, che noi abbiamo assaggiato ancora giovanissimo. Il Colli Euganei Rosso DOC 24 Mesi è composto da Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Il colore è rosso rubino con qualche riflesso granata. Al naso le note marcatamente fruttate richiamano il merlot, a cui seguono quelle speziate e balsamiche. IMG_8358Un vino equilibrato, il cui abbinamento con il formaggio di capra ubriacato al Traminer stimola in continuazione la voglia di un nuovo sorso e di un nuovo assaggio. In fondo sono queste le cose che ti fanno stare bene: un’inaspettata “gita” fuori porta, la scoperta di una cantina che non conosci e una degustazione in cui l’accordo fra vino e formaggi si fonde in una melodia, e da cui è emerso l’impegno e la determinazione della famiglia de “Le Volpi” per creare prodotti coerenti con il territorio e con le loro ben definite idee di vino. Un’azienda con “gusti” precisi che ama la sua terra e la rispetta.IMG_8362 Luigi Rossi Luciani ha concluso la serata con queste parole: “Quello dei Colli Euganei è un terreno vulcanico in evoluzione, con condizioni climatiche a volte difficili, come estati calde e poco piovose. Continuare a sperimentare è la chiave per scoprire le potenzialità di questo territorio”. Sono le 20.30 e saliamo in auto per tornare a casa ma la strada è troppo corta per contenere le nostre riflessioni. Per fortuna, anche se è lunedì, c’è sempre un’enoteca aperta con un amico pronto a versare l’ultimo calice.

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