Flower Power

Fiori

Sta per arrivare la primavera. Non che l’inverno si sia mai veramente manifestato quest’anno, al punto che in certe regioni le piante, che non mentono mai e che regolano il loro ciclo in base soprattutto a luce e temperatura, sono già in un precoce stato vegetativo. Ogni mese da qui in avanti sarà caratterizzato da fioriture specifiche, ed è l’occasione buona per metterci il naso, letteralmente: scoprire i profumi del vino è infatti uno degli aspetti più affascinanti e coinvolgenti dell’analisi sensoriale. Ora tenui e sfumati, ora netti e decisi, questi profumi sono convenzionalmente raggruppati in famiglie, di cui quella che rimanda al mondo floreale è senza dubbio una delle più comuni e rappresentative. Il problema con l’olfatto è però che lavora di memoria e di analogia, e se non si è mai venuti a contatto con un determinato profumo, non lo si può riconoscere e descrivere. Approfittiamo quindi delle prime fioriture in giardino o in natura, e di quelle che seguiranno, per ampliare e consolidare il nostro bagaglio olfattivo e per saperlo poi riconoscere nel vino: senza arrivare a quei fenomeni, spesso da baraccone, che riconoscono con precisione chirurgica una felce del Giurassico o un frangipane ma delle Indie Occidentali, già sapere che aspetto ha un comunissimo sambuco e che profumo hanno i suoi fiori diventerà di estrema soddisfazione e utilità per la valutazione olfattiva di un vino. CalicantoFebbraio è ormai andato, assieme al meraviglioso profumo del calicanto  (Chimonanthus praecox), i cui fiori gialli, che appaiono sui rami ancora spogli, ricordano la dolcezza del miele e la potenza del giacinto; ma è ancora possibile lasciarsi avvolgere da quello di varie specie ornamentali molto frequenti in parchi e giardini, appartenenti al genere Mahonia: le loro infiorescenze giallo vivo hanno un profumo che ricorda il mughetto con qualche venatura erbacea.Mahonia Il calicanto si può trovare in alcuni vendemmia tardiva e passiti, la mahonia in vini bianchi secchi dal profilo sottile come certi Pinot bianco. A marzo l’amamelide (Hamamelis mollis) schiude i suoi fiori giallo-rossicci dal profumo delicatamente dolce e speziato, che può essere ritrovato in certi bianchi importanti affinati in legno.Amamelide Tra le prime a fiorire, trasformando prati e sottoboschi in tappeti colorati, la comunissima primula  (Primula vulgaris) offre il delicato profilo olfattivo dei sui fiori imbutiformi giallo pallido a chi lo scorgerà poi in bianchi come certe Ribolla, Trebbiano o Erbaluce.Primula Il fior di stecco (Daphne Mezereum) è un arbusto spontaneo e comune su tutto l’arco alpino e prealpino. Alcuni rossi giovani possono ricordare la fragranza dei suoi bei fiori porpora, che appaiono a gruppetti sui rami nudi.Fior di Stecco Attenzione che ogni singola parte della pianta è molto velenosa. Marzo è anche il mese in cui inizia a fiorire una delle protagoniste assolute dei profumi del vino: la viola mammola (Viola odorata), così nettamente riconoscibile in tantissimi rossi, tra i quali sua maestà il Barolo.Viola mammola Tra marzo ed aprile vanno in fioritura anche le numerose specie appartenenti al genere Prunus: dal selvatico prugnolo (Prunus spinosa), comune ai margini dei boschi o nelle radure, ai vari ciliegi, albicocchi, peschi e mandorli, da frutto od ornamentali, dal profilo olfattivo in genere sussurrato ed elegante, riscontrabile in tanti bianchi e qualche rosato.Prugnolo Sempre tra fine inverno e inizio primavera spuntano le prime bulbose: se i tulipani di solito non profumano, le coloratissime infiorescenze dei giacinti (Hyacinthus orientalis) sono invece fin troppo aggressive, quasi oleose nella loro fragranza.Giacinto Anche il narciso (Narcissus sp. pl. – immagine di copertina) non scherza quanto a intensità: per uno dei profumi più eleganti e soavi del mondo vegetale bisognerà però attendere maggio, quando le varie specie di iris schiuderanno i loro fiori, la cui essenza è rinvenibile in molti vini rossi. Il geranio, o meglio i gerani (Pelargonium sp.pl.),  sono piante conosciute e usate per la loro fioritura prolungata fino ad autunno inoltrato, ma è ad aprile che iniziano a fiorire.Geranio Il loro profumo particolare lo si ritrova in rossi fragranti come il Frappato o in rosati come il Bardolino Chiaretto e alcuni salentini. Le magnolie a foglia caduca,  dalla stellata alla soulangeana,  fioriscono tra marzo e aprile, diffondendo il loro dolce profumo mutuato da bianchi morbidi come alcuni tipi di Chardonnay.Magnolia soulangeana Per le note strepitosamente agrumate della Magnolia grandiflora, quella sempreverde, serve aspettare invece ancora qualche mese. Anche le zagare,  termine generico con cui si intendono i fiori degli agrumi, cominciano a fiorire in aprile: un vero passe-partout olfattivo per i vini, dai bianchi più affilati e freschi a certi metodo classico a opulenti passiti.Zagara Aprile è anche il mese del glicine (Wisteria sinensis):  i suoi profumatissimi fiori raccolti in vistosi grappoli penduli vanno ad arricchire il corredo aromatico di parecchi vini, sia bianchi che rossi.Glicine Arriverà poi maggio, con tutto quel che ne consegue di profumi: ma intanto concentriamoci su questi. Abbiamo anche un nuovo aggettivo da usare, petaloso: approfittiamone!

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