Naturalmente Francia

Vini Triple A

“Naturalmente Francia”. Questo il titolo scelto dall’Osteria degli Ulivi, noto ristorante nel centro storico di Ferrara, per proporre una serata di degustazione dedicata a quattro vini francesi, provenienti da altrettante zone vocate del panorama vitivinicolo francese.

La serata si è svolta domenica 15 maggio ed è stata presentata da Marco Merighi, il quale ha affascinato tutti gli intervenuti alla degustazione, spiegando le differenze fra i vini cosiddetti convenzionali e quelli naturali.Naturalmente Francia I vini in degustazione, seppure diversi per zona e produttore,  appartenevano tutti al gruppo Triple ”A” (Agricoltori Artigiani Artisti), noto movimento che raggruppa produttori, sia italiani che esteri, accomunati dall’intento di produrre vini con caratteristiche ben precise, bandendo l’uso della chimica, dei lieviti selezionati, le correzioni e le charifiche prima dell’imbottigliamento. Qui trovate il loro decalogo.

Il primo vino proposto in degustazione è stato il Sauvignon “Les Pichiaux” 2014, prodotto da Noella Morantin, giovane vignaiola della Valle della Loira. Les PichiauxProfilo aromatico atipico per la tipologia, per lo meno a confronto con i  Sauvignon convenzionali, in cui solitamente spiccano le note vegetali di peperone, di foglia di pomodoro e la classica e inflazionata “pipì di gatto”. Qui invece i sentori si fanno più delicati, fruttati prevalentemente: pesca, frutto della passione, melone bianco. Al palato tutt’altro. Molto spostato dal lato delle durezze, con una grandissima acidità in evidenza, quasi tagliente, frutto probabilmente di una vendemmia anticipata, come sottolinea anche lo stesso relatore. Il finale è fortemente sapido, quasi salato e vibrante. Il calice è stato abbinato con una frisella con stracciatella, battuta di pomodori ciliegino e mazzancolle.frisella

Marco Amerighi è un narratore instancabile e oltre a sapere mantenere costante l’attenzione degli ascoltatori-degustatori, riesce anche a giocare con il proprio pubblico, proponendo un paio di degustazioni a occhi chiusi, per fare avvertire maggiormente la sapidità e la freschezza del calice proposto. Ben riusciti!

E’ tempo del secondo calice: Bourgogne Aligoté 2014 di Pierre Morey. Bourgogne AligotéCi spostiamo in Borgogna per questo secondo assaggio di Francia e la scelta cade su un Aligoté: seconda uva a bacca bianca di Borgogna per diffusione dopo lo chardonnay. All’esame olfattivo si manifesta inizialmente timido, leggermente chiuso, con profumi delicati di agrumi. Ingresso al palato deciso e avvolgente che genera piacevole salivazione. Molto apprezzato in sala. L’abbinamento proposto dall’Osteria sono stati dei cavatelli al ragù di crostacei e carpaccio di gamberi rossi.

cavatelliPer il terzo calice ci spostiamo in Provenza da Henri Milan, il quale produce questo straordinario “Le Papillon” 2014, uvaggio, pardon, “vinaggio”, come suggerisce il relatore, visto che si assemblano vini e non uve, di chardonnay, grenache blanc, rolle (vermentino), roussanne, muscat petits grains. Vino prodotto senza solforosa aggiunta, originalissimo e pronto per l’estate. Henri MilanRoteando un paio di volte il calice esprime tutto il suo fascino agrumato e citrino, con evidenti sentori salmastri e una quasi impercettibile nota di ossidazione. Al palato grande freschezza e una beva da record. Un solo lato negativo, dovrebbero produrlo solo in versione magnum, la bottiglia da 75 cl finisce davvero troppo presto. Il calice è stato abbinato ad un calamaro ripieno con cous cous alle verdure.Calamari

La serata vola letteralmente, accompagnata dalle spiegazioni di Marco Merighi. E’ già ora del quarto e ultimo assaggio, di questa Francia al naturale. Torniamo di nuovo in Borgogna con il Pinot noir “Le Bon” 2014 del Domaine Ballorin & F. Frutta rossa scura, ciliegia matura e forse prugna. Domanine BallorinIl sorso è croccante, fresco e di grande bevibilità. Non è un grand Cru ovviamente e la 2014 non è stata nemmeno un’annata da ricordare, anzi, ma ha tutte le carte in regola per diventare un bel vino. Ha bisogno forse di qualche anno per assestarsi e dare il meglio si sé. Diamante grezzo. Abbinamento proposto dall’Osteria degli Ulivi: filetto di baccalà con variazione di peperoni, cotto a bassa temperatura.

Una serata davvero riuscita: un esperto relatore, quattro bei vini marchiati Triple A, e altrettanti abbinamenti proposti dall’Osteria, davvero azzeccati e di grande impatto visivo.

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