Oggi Bevo… Aglianico del Vulture Stupor Mundi 2009 Carbone

Aglianico del Vulture Stupor Mundi

Il Manuale del perfetto sommelier, precisamente a pag. 361, spiega dettagliatamente le corrette regole da seguire per una perfetta conservazione del vino. La cantina ideale dovrebbe avere una temperatura costante compresa tra gli 11-15 °C, lontana da rumori e vibrazioni, in assenza di sapori e profumi intensi e penetranti, con un’umidità compresa tra il 65% e il 70%. Tutto questo possibilmente esposto a nord. Le solite buone maniere insomma. Un po’ come dire: bere almeno due litri di acqua al giorno, lavarsi accuratamente le mani con il sapone più volte al giorno, mangiare tanta frutta e verdura e fare attività sportiva almeno due volte la settimana. Nella vita reale, purtroppo o per fortuna, ognuno segue le proprie regole o dà una libera interpretazione a quelle consolidate. La mia cantina personale, ad esempio, segue delle regole assolutamente originali e probabilmente anche discutibili.

 

Cucina. Le bottiglie in cucina non hanno una collocazione precisa. Sono sparse qua e là: un paio in frigo, una appoggiata in piedi sul piano di lavoro, un’altra vicino al televisore, e così via. Si tratta di bottiglie di pronta beva, dove per pronta beva, però, non debbono intendersi i vini cosiddetti beverini, da bersi giovani e freschi, per esaltarne le doti floreali e fruttate, bensì i vini che a mio giudizio devo essere bevuti il prima possibile, in modo da liberarmene in fretta e non vederli più in giro per casa. Si tratta pertanto di bottiglie di scarso valore, comprate al supermercato o regalate da qualche amico che ovviamente ho già cancellato dalla rubrica. Di queste bottiglie, mia moglie dispone di autorizzazione scritta, autenticata dal notaio, che la legittima ad aprirle in mia assenza, e ad utilizzarle per gli scopi più vari. Cucinare, disinfettarsi una ferita, dare da bere ai fiori, quello che le pare insomma. Sarà capitato certamente anche a voi, almeno una volta nella vita, di rientrare in casa e sorprendere vostra moglie preparare lo spezzatino con un Barolo del ’75. Ecco, a me non può capitare.

 

Cantinetta frigo in cucina. Qui troviamo praticamente solo vini bianchi e bollicine. Si tratta di vini generalmente da bere entro l’anno, il cui valore può variare da una ventina di euro fino a più infinito. Nella parte più bassa si trovano gli spumanti metodo classico, Franciacorta, Trento Doc, Champagne, ecc.; nella parte centrale vini bianchi di varia provenienza e pregio, tanta Italia e un po’ di Francia; nella parte più alta, infine, qualche timido e solitario vino rosato abbandonato al suo destino. Tengo a precisare che la leggenda vuole che esista una telecamera a circuito chiuso che sorveglia la cantinetta, e che vi sia collegata anche una scarica elettrica per chi improvvidamente si azzardi ad aprirla senza essere accompagnato. Siete avvisati.

 

Piano terra. Qui trovano collocazione la maggior parte dei vini rossi. Si tratta di bottiglie di un apprezzabile valore e pregio, acquistate personalmente o ricevute in regalo da qualche amico che conosce le mie preferenze. In genere, ma non necessariamente, si tratta di piccoli produttori, preferibilmente naturali, ma con qualche eccezione. Insomma dei bei vini, ma che non per forza debbono aspettare un’occasione particolare per essere aperti. Possono rimanere in questa collocazione per un medio lungo periodo e, a volte, può anche capitare che ottengano una promozione, passando di livello e venendo trasferiti nella categoria che descriverò di seguito.

 

Bagno dell’ufficio. Il caveau. Sì, avete capito bene, si tratta proprio del bagno dell’ufficio e la scelta ha una ragione specifica, meno bizzarra di quel che potete pensare. Prima di tutto è il luogo a mio avviso con le condizioni più appropriate. Non uso questo bagno e non ci sono finestre, motivo per cui è sempre buio. Il marmo al pavimento contribuisce a mantenerlo fresco in estate e, non essendoci riscaldamento, la temperatura rimane pressoché invariata anche d’inverno. Non sicuramente la cantina ideale, ma il posto che ci si avvicina di più. Ma la ragione essenziale per cui queste bottiglie sono qui in realtà è un’altra. “Non averle a portata di mano quando ci sono ospiti assetati”. E sì, proprio così! Se si considera il fatto che i miei ospiti, spesso e volentieri, hanno un’elevata passione per il vino e una spiccata propensione a degustare tutto ciò che gli viene proposto, spinto dall’entusiasmo o da eccessiva generosità, potrebbe capitare di aprire un Giulio Ferrari alle due di mattina, oppure un Pinot nero borgognone che doveva essere dimenticato per anni. Insomma bottiglie non previste. E così ho scelto di non tenere più in casa queste bottiglie, e di metterle al sicuro nel bagno dell’ufficio. Qui vengono conservate distese le bottiglie che personalmente considero più pregiate o da lungo affinamento: Baroli, Barbareschi, Brunelli, Amaroni, la Francia intera, e tutti i vini cosiddetti stellati, siano essi chiocciolati, bicchierati, grappolati o vitati non importa. In buona sostanza si tratta dei vini che aspettano un’occasione particolare, i compagni giusti, le cosiddette bevute della vita.

 

A questo punto vi chiederete: “Tutto questo perché?” #chisseneimportadellatuacantina. La risposta è semplice, debbo scusarmi pubblicamente con un produttore, il loro Aglianico del Vulture Stupor Mundi 2009, omaggio a Federico II di Svevia, era stato collocato nel posto sbagliato. Si trovava ingiustificatamente al piano terra, insieme agli altri vini rossi, pronto ad essere degustato in una serata qualunque senza essere accompagnato dal volo delle colombe e dal suono delle fanfare. Questo purtroppo è avvenuto e ho degustato questo splendido vino in un martedì qualsiasi.Stupor Mundi retro Luca e Sara sono due fratelli, e, seguendo le orme dei propri genitori, nel 2005 prendono la decisione di abbandonare le proprie ambizioni ed i propri progetti personali per dedicarsi anima e corpo alla vigna. Siamo in Basilicata, precisamente a Melfi, alle pendici del Vulture, vulcano attivo fino a circa 400.000 anni fa. Attualmente Luca e Sara producono circa 35.000 bottiglie, suddivise in 5 diverse etichette. Tre a base di aglianico (Nero Carbone, Stupor Mundi e 400 Some), un Fiano, ed infine un rosato da uve aglianico. Lo Stupor Mundi è un aglianico in purezza, ottenuto dal vigneto più vecchio, posto a 500 metri sopra il livello del mare. Colpisce fin dal primo impatto, già solo versandolo nel bicchiere. E’ color rosso rubino intenso, quasi inchiostro, senza alcuna variazione verso il granato, di una grande luminosità a suggerire ottime doti di freschezza. Avvicinando al naso il bicchiere, si concede intenso e seducente, con note fruttate ancora fresche di amarena e viola. In successione si percepiscono i profumi ceduti dal legno, delicati e non invadenti. Ricordi balsamici e di liquirizia principalmente. In bocca, invece, si avverte tutta la potenza dell’aglianico, bilanciata da una grande freschezza, già notata all’esame visivo, e da una scia sapida ben marcata. Nonostante i 6 anni dalla vendemmia, darà grandi soddisfazioni anche a distanza di altri anni. Di una bevibilità straordinaria, da cui non riesci a staccarti. Davvero sorprendente. Francamente non sono a conoscenza se nelle varie guide di settore di imminente uscita abbia ottenuto grappoli, bicchieri o chiocciole, ma, a mio personale giudizio, merita senz’altro il massimo dei riconoscimenti. Una bottiglia che acquisterò sicuramente di nuovo e a cui sarà garantito il posto che le compete, ovviamente all’interno del bagno dell’ufficio.

Azienda Vinicola Carbone soc. agr. a r.l.
– Sede legale: Via V. Emanuele, 84 – 85025 Melfi (PZ) – Italia
– Sede operativa: Via Nitti, 48 – 85025 Melfi (PZ) – Italia
Tel/Fax 0039 0972 237866
Email: info@carbonevini.it
www.carbonevini.it

2 Risposte a “Oggi Bevo… Aglianico del Vulture Stupor Mundi 2009 Carbone”

  1. Bellissimo articolo!!!!

    1. Alessandro Braga dice: Rispondi

      Grazie Giancarlo, continua a seguirci!

Lascia un commento