Oggi Bevo… Boca 2008 Terrini

boca 2008 terrini

Quando scegliamo il nostro partner, siamo attratti più o meno dalle stesse cose: un bel corpo, un bel sorriso, l’intelligenza, un buon profumo. Credo siamo consapevoli tutti quanti, che queste virtù in fondo sono solo apparenza e sono destinate prima o poi a scomparire, o comunque a passare in secondo piano. E così, i fine settimana alle terme od in montagna, le cene romantiche a Venezia o le passeggiate mano nella mano a Trastevere, si trasformeranno inevitabilmente in giornate infinite sul divano o, peggio ancora, nelle costanti ed immancabili giornate dai suoi parenti. Suoceri, fratelli, sorelle o nonni che siano, non ha importanza. 2008 Boca TerrySempre lì finirete. Ma se è così, ed effettivamente è così… non potremmo essere tutti quanti più lucidi e previdenti, se volete cinici, al momento di scegliere il nostro partner e, guardando oltre quel bel corpicino che ci fa perdere la ragione, sceglierne uno che, oltre che in possesso di tutte le migliori virtù disponibili in natura, abbia pure dei parenti in qualche modo legati a zone vitivinicole? Si perché, parliamoci chiaro, alla fine sempre quello abbiamo in mente. Mi sto riferendo al vino, non fraintendetemi. Con questo non voglio dire che dobbiamo prenderci il primo o la prima che capita, non sono così pessimista e disfattista, ma dico solamente che se tutto finisce in domeniche ognuna uguale a se stessa dai parenti di lei, potremmo scegliere il nostro partner tenendo a mente questo aspetto. Detto questo, io non sono stato più previdente di voi, ma grazie ad una smisurata botta di … buona sorte, ho scelto una partner bella, intelligente, brillante, profumata ma, soprattutto, cosa di fondamentale importanza, con i nonni piemontesi, seppure di adozione (vale lo stesso), residenti in zona “nebbioli del nord”: Ghemme, Gattinara, Boca, Lessona, Sizzano, Bramaterra, Fara, per intenderci. Nebbioli del nordCapirete senza sforzo, che quando mi sento dire: “Caro, ho pensato che questo fine settimana potremmo andare un paio di giorni a trovare i nonni..”, beh, io sono già al volante, perché la valigia la tengo sempre già pronta nel baule per questa occasione. Dopo avere ampiamente visitato in lungo e in largo le zone di Ghemme e Gattinara nelle prime trasferte, nell’ultima occasione ho puntato dritto dritto su Boca. Boca è un piccolo comune di poco più di 1000 abitanti sulle colline novaresi, fra la Valsesia ed il Lago d’Orta, riconosciuta Doc dal 1969. Un tempo era una grande zona vitivinicola con oltre 4000 ettari vitati. Alcune foto aeree in bianco e nero della zona ne danno ampia conferma. Oggi, purtroppo, a causa sia della fillossera che dell’abbandono delle vigne in favore di attività più redditizie, dei quattromila ettari ne sono rimasti solamente una decina, suddivisi in 11 produttori. Oltre al famoso Boca di Le Piane, meritatamente riconosciuto come la migliore espressione di questo territorio e uno dei migliori vini a livello assoluto in Italia, recentemente ho avuto modo di provare il Boca dell’Azienda Terrini. 2008 Boca TerryFederico, Lorena ed i loro 5 figli conducono questa azienda da circa 12 anni. Circa due ettari in tutto, posti a 500 metri di altitudine all’interno del Parco Naturale del Monte Fenera. Il Boca è un vino a base di nebbiolo (70-90%), qui conosciuto come spanna, al quale vengono aggiunte vespolina e/o uva rara (bonarda novarese). L’affinamento minimo previsto dal disciplinare è di 34 mesi, di cui almeno 18 in botti di rovere o castagno. Il Boca di Terrini si presenta rosso granato discretamente tenue, di buona luminosità. Roteandolo nel calice mostra tutta la sua consistenza, creando archetti fitti e lacrime che si aggrappano letteralmente alla superficie del bicchiere. I profumi sono austeri, mediamente intensi, ma con una indubbia complessità: frutto in evidenza, con un netto sentore di ciliegie sotto spirito ed un ricordo di Mon Chéri che appaga i sensi.ciliegia Poi le rose appassite, le spezie ed il cuoio. Al palato impressiona per freschezza e per il graffio tannico estremamente elegante. Finale sapido e lievemente ferroso, ceduto dai terreni vulcanici che conferiscono una elevata mineralità. E’ un vino che mi sento di consigliare, con un buon rapporto qualità prezzo, da degustare in un calice ampio e abbinare ad un risotto importante, magari ai porcini, oppure con formaggi stagionati della zona, dai profumi intensi e persistenti.

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