Oggi Bevo… Schioppettino 2007 – Bressan

Bressan Schioppettino

Parlare di Fulvio Bressan, ma soprattutto farlo in modo originale, è impresa alquanto complicata. In rete si trovano centinaia di riferimenti, suddivisi fra degustazioni, testimonianze video, interviste e polemiche varie. Eppure, fino a poco meno di un anno fa, fatta eccezione per l’omonimia con una vecchia compagna di scuola delle medie, non avevo mai sentito prima d’ora questo nome. Perlomeno legato al mondo del vino. Ignorante direte voi. E sì, effettivamente è così, lo ammetto e sommessamente mi cospargo pure il capo di cenere. In ogni caso, nel luglio dell’anno scorso, mentre mi aggiravo tra gli scaffali di una nota enoteca di Venezia, in cerca di qualcosa di originale da aggiungere alla mia bottiglieria casalinga, mi soffermai curioso ad osservare le etichette del settore dedicato appositamente ai vini naturali, e mentre mi interrogavo su cosa scegliere, il titolare mi si avvicinò e mi disse: “Bressan è il n. 1. Non leggere niente di quello che trovi scritto in rete, bevilo, e non potrai restarne indifferente”. Con questa premessa, non avendo peraltro alcun argomento da eccepire vista la mia ignoranza, accettai il consiglio ed acquistai il mio primo Bressan: uno Schioppettino del 2007. Fulvio Bressan è un produttore friulano, produce vini naturali, dice senza mezze misure quello che pensa e, data la corporatura, il vocione e lo sguardo, intuisco che forse è anche meglio non contraddirlo. I suoi vini indubbiamente gli somigliano, originali, schietti, puri, e sono quelli tipici del suo territorio: Schioppettino, Verduzzo Friulano e Pignolo. Oltre a questi, alcuni internazionali, come Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Grigio e Pinot Nero. Fin qui niente di particolare direte. E invece no, perché lo Schioppettino 2007, proprio quello che mi ha venduto il buon enotecaro veneziano e che ho riassaggiato questa sera presso la Macelleria Tolin di Lozzo Atestino, non è invecchiato all’interno della bella enoteca di Rialto o tra i filetti di carne frollata della macelleria, bensì è proprio l’ultima annata in commercio. Quindi parliamo di un vino che ha fatto 8 anni di affinamento prima di essere messo in commercio. Mi sembra sufficiente per renderlo particolare.

Ma veniamo al vino. Lo Schioppettino, noto anche come Ribolla Nera, è un vitigno a bacca nera autoctono del Friuli Venezia Giulia. Sull’origine del suo nome esistono due scuole di pensiero: per la prima, il nome deriverebbe dalla croccantezza dei suoi acini; per la seconda, il nome schioppettino deriverebbe invece dal fatto che il vino, se imbottigliato giovane e non correttamente, tenderebbe a rifermentare ed a far stappare la bottiglia. Fatta questa breve premessa, doverosa per quanti ignorassero questo vitigno, è venuto il momento di raccontare com’era, che è l’unica cosa che alla fine conta. Lo Schioppettino 2007 si presenta di color rosso rubino luminoso, senza particolari riflessi granato nonostante gli anni di affinamento, e di una discreta consistenza. Al naso si avvertono piccoli frutti a bacca rossa come le more ed i mirtilli, ma la parte nettamente predominante ed anche la prima ad arrivare al naso come un’esplosione, è la spezia, in particolare il pepe, sia bianco che nero, che avvolge ed invade completamente il naso, creando un piacevole pizzicore. Unico ed indimenticabile sotto questo aspetto. In bocca è ancora incredibilmente fresco, discretamente caldo, e con una lunga persistenza. Il sentore di pepe ritorna anche in bocca, creando una sensazione di piacevole piccantezza. A mio avviso è un gran vino, tra l’altro acquistabile ad un prezzo ragionevole, vista la qualità, che si aggira intorno ai 25 – 30 Euro. Bressan è un gran personaggio del mondo del vino, e speriamo presto di concederci una visita in cantina.

Azienda Agricola Bressan
Via Conti Zoppini 35 – Farra d’Isonzo (GO)
www.bressanwines.com

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