Oggi bevo… Il Coroncino 2011 Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore – Fattoria Coroncino

Fattoria Coroncino Il Coroncino Verdicchio

Lucio e Fiorella sono persone semplici e bastano pochi minuti insieme per accorgersi che è proprio così. Nessuna sala degustazione, niente wine shop, solo e soltanto loro, un capannone ed i loro vigneti di verdicchio.

Al nostro arrivo ci accoglie Fiorella, moglie di Lucio Canestrari. Sembra quasi sorpresa quando le diciamo che siamo lì per conoscerli e per assaggiare i loro vini. Ci accompagna all’interno del capannone e inizia subito a raccontarci la loro storia.

A terra giacciono abbandonati svariati riconoscimenti conferiti dalle guide di settore. Sono lì immobili, appoggiati a terra, quasi come se non sentissero di meritarli. Di lì a poco arriva anche Lucio Canestrari, il maestro del Verdicchio, seppure non originario di queste terre, essendo romano. È molto indaffarato e si scusa per questo, ma deve correre a Napoli per presentare una verticale dei suoi vini. Lo osserviamo incuriositi, mentre a poco a poco estrae una dopo l’altra le bottiglie da una piccola cantinetta frigo. Sembra non sapere neppure lui cosa potrà scovarvi all’interno e si stupisce nel trovare bottiglie del 2001 e del 2005. Riferisce anche di un altro piccolo tesoro contenuto chissà dove, nel quale sono custodite bottiglie degli anni ’80. Purtroppo, dice con un po’ di rammarico, non è stata messa l’etichetta e quindi non sappiamo con certezza quale sia l’annata. “Sono degli anni ’80” e questo può bastare.

A distanza di un anno da questa visita, che ricordo con grande piacere e che spero presto si ripeta, nonostante mi fossi ripromesso di aspettare ancora a lungo prima di aprirla, questa sera non ho resistito ed ho stappato “Il Coroncino” annata 2011.

Circa 20.000 bottiglie prodotte, verdicchio 100% proveniente da terreni argillosi, affinato esclusivamente in acciaio. All’esame visivo è luminoso, di un giallo paglierino intenso, ma i riflessi verdolini che caratterizzano il vitigno sono comunque ancora visibili. Dal bicchiere salgono note balsamiche e di erbe profumate: rosmarino e timo. Poi arriva la frutta fresca e i fiori d’acacia. In bocca è pieno e avvolgente, di una consistenza quasi masticabile. Eppure è fresco e sapido. Il sapore in bocca è interminabile e a distanza di alcuni istanti dalla deglutizione ritornano i sentori balsamici avvertiti nel corso dell’esame olfattivo. È un vino di talento che sorprenderà sicuramente anche nel corso degli anni a venire. Fortunatamente quel giorno, nel corso della nostra visita a Fattoria Coroncino, abbiamo acquistato anche gli altri due cru dell’Azienda: “Il Bacco” ed “Il Gaiospino”. Lasciamoli riposare ancora qualche anno, un giorno parleremo anche di loro.

 

Fattoria Coroncino
Contrada Coroncino, 7
Staffolo (AN)
www.coroncino.it

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