Paraschos, un po’ di Grecia nel Collio

Paraschos

San Floriano, Collio Goriziano, a due passi dalla Slovenia. Siamo venuti fin qui per incontrare un grande produttore di questa meravigliosa zona, nota per gli eccellenti vini bianchi, ma anche per i vini ottenuti da uve bianche con macerazione sulle bucce, i cosiddetti Orange Wines.

Evangelos Paraschos è di origine greca, ma ormai da oltre 30 anni si è trasferito tra le colline del Collio per produrre vino. Al nostro arrivo ci accoglie lui in persona, e senza indugio ci porta dritti in cantina per parlarci dei suoi vini. Francamente non ci aspettavamo di essere accolti direttamente dal produttore, e la cosa ci fa assolutamente piacere. La giornata si prospetta interessante. La degustazione inizia dal Friulano “Kai”, vitigno principe di questa zona, del quale ci viene proposta una verticale di tre annate, dal 2014 al 2012, prelevate direttamente dalle botti da 25 ettolitri. Paraschos ci spiega la filosofia dei suoi vini ed il suo desiderio di produrre vini che siano una fedele rappresentazione del territorio e soprattutto dell’annata. Produrre un vino sempre uguale non gli interessa. Ogni vendemmia è diversa e così deve essere anche il suo vino. Parla di naturale, senza estremismi, dell’importanza delle macerazioni a contatto con le bucce, ma soprattutto dei lunghi periodi di affinamento, per permettere al vino di stabilizzarsi. La vinificazione in bianco, a suo dire, toglie una parte fondamentale della componente delle uve, le bucce appunto, in grado di dare al vino la giusta personalità e permettergli di affinare per lungo tempo senza problemi. Tutto ciò richiede una grande attenzione da parte del produttore, il quale deve costantemente controllare ed attendere il vino fino alla sua completa evoluzione, per evitare effetti indesiderati in bottiglia, altrimenti non prevenibili se non attraverso l’utilizzo dell’anidride solforosa. I tre Friulani proposti sono effettivamente diversi l’uno dall’altro, più fresco e leggero il 2014, data l’annata molto piovosa; più strutturate e complesse le altre due annate. In ogni caso tutti straordinariamente limpidi e luminosi, nonostante l’assenza di alcuna filtrazione o trattamento di chiarifica.

Esaurita la degustazione del Friulano, si passa alla Ribolla, altro vitigno autoctono simbolo di questa zona, anche in questo caso versata direttamente nel bicchiere dal rubinetto della botte da 25 HL, delle annate 2012, 2013 e 2014. La fermentazione alcolica della Ribolla viene svolta in tini di rovere a contatto con le bucce per circa otto giorni, senza aggiunta di lieviti selezionati. Segue l’affinamento in botti di rovere di Slavonia per la durata di 24-36 mesi sui propri lieviti. Nessuna aggiunta di solforosa e nessuna filtrazione. Benché si tratti solitamente di un classico vino da aperitivo, il contatto con le bucce regala a questo vino una certa complessità e, nonostante la presenza del tannino, rimane fresco e decisamente piacevole.

L’ultimo assaggio è riservato al Pinot Grigio, “Not”, anche in questo caso spillato direttamente dalla botte. Il colore è sorprendente e disarmante. Un rosato intenso molto luminoso. Paraschos ce lo presenta come una via di mezzo fra un Pinot Nero ed un Amarone. Effettivamente è proprio così, l’eleganza del Pinot Nero c’è tutta e viene sorretta da una struttura che può certamente ricordare un amarone. All’olfatto è un‘esplosione di profumi: il melograno su tutti, accompagnato da una nota dolce che ricorda il latte di cocco. Anche in questo caso nessuna aggiunta di solforosa e nessuna filtrazione, affinamento in botti di rovere per almeno 24 mesi sui propri lieviti. Ci piacerebbe prendere subito l’intera botte, ma non è possibile, dovremo aspettare ancora due anni prima che sia pronto.

La degustazione volge al termine, o almeno così pensiamo, ed invece ci trasferiamo in giardino dove ci vengono proposti altri due assaggi davvero interessanti. Il primo è ancora un Friulano, questa volta però del 2007. Incredibile per complessità e persistenza. Il secondo invece è il “Noir” Special Vintage 2009, Pinot Nero in purezza, e nonostante il Collio non sia zona d’elezione per questo vitigno, il risultato è davvero interessante.

La degustazione questa volta è davvero terminata, ma prima di partire non dimentichiamo di acquistare due prodotti che ci incuriosiscono un bel po’, che non abbiamo avuto modo di degustare. Amphoreus Bianco (Ribolla e Chardonnay) e Amphoreus Malvasia, due prodotti molto particolari, ottenuti con lunghe macerazioni sulle bucce, entrambi vinificati in anfore di terracotta provenienti da Creta e Micene.

E’ arrivato il momento di andarsene, ma il vino finirà molto presto e saremo costretti a ritornare.

Paraschos
Bucuie, 13/a
San Floriano del Collio (GO)
www.paraschos.it

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