Peyre Rose, un sogno chiamato Languedoc

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Villa Castelletti, alle porte di Firenze, precisamente a Signa, immersi nella suggestiva cornice delle colline fiorentine. Questa è la location scelta dal Teatro del Vino per far conoscere agli addetti del settore i propri produttori. La villa è splendida e tutti i produttori sono già lì pronti, disposti dietro ai propri banchi di assaggio. I grandi nomi presenti sono molti: Ar.Pe.Pe., Le Macchiole, Ettore Germano, Isole e Olena, Brovia, solo per citarne alcuni.

Ma la protagonista di questa storia è un’altra. A prima vista ricorda Meryl Streep in “Il Diavolo veste Prada”. Non tanto per i suoi modi, che a dispetto di quell’arpia di Miranda Priestley appaiono decisamente gentili, bensì per la sua presenza, per l’aspetto, che trasuda classe ed eleganza in ogni suo movimento. Lei è Marlène Soria, titolare del Domaine Peyre Rose, e la sua storia potrebbe essere il soggetto di un romanzo.

Siamo in Languedoc, sud della Francia, zona in cui si produce circa un terzo del vino francese, e la notorietà di questa zona è da sempre legata più alla quantità che alla qualità dei suoi vini.
Eppure Marlène Soria resta stregata da questa zona, a metà strada tra Montpellier e Béziers, e decide di abbandonare la sua professione di intermediatrice immobiliare che svolge con successo, di trasferirsi in queste colline desolate, e di coltivare le prime vigne di Syrah.

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Gli inizi non sono mai facili, ma Marlène persevera nel proprio intento, senza curarsi di quello che pensano i vicini della zona che la giudicano come una straniera e, senza chiedere consiglio alcuno, continua a rincorrere il proprio sogno: produrre un vino unico.
La prima vendemmia avviene nell’88, e nel ’93 avviene l’imprevedibile: un broker che opera nel mercato americano nota i suoi vini, ed un certo Parker le assegna punteggi elevatissimi. E’ la svolta.
Oggi la sua azienda produce all’incirca 30.000 bottiglie ed è indubbiamente apprezzata come una delle migliori della Francia del Sud.

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I vini proposti per la degustazione, tutti provenienti da vigne di 30 anni, sono tre: il Clos des Cistes, Syrah 85% e Grenache 15%; il Syrah Léone, ottenuto da Syrah al 90% e Mourvèdre al 10%; ed infine il Marlène n.3, blend a prevalenza di Syrah e Grenache.
Il profilo olfattivo dei tre vini, peraltro proposti in tre annate diverse, è assolutamente unico, complesso e ammaliante. Al naso si avvertono sentori di ciliegia sotto spirito, ma soprattutto macchia mediterranea, spezie, pepe e cuoio. Al palato sono imponenti, con una piacevole nota fresca e sapida che sottende ad un grande avvenire. Infine una grandissima persistenza ed equilibrio.
Chapeau Madame Marlène.

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