Pretty in Pink

rosati

Vini affascinanti come pochi, non fosse altro per le splendide tonalità di colore con cui si propongono alla vista, i rosati in Italia hanno una tradizione di tutto rispetto, che non ha nulla da invidiare ai pari grado francesi della Provenza, del Rodano o della Corsica, i classici esempi di questa particolare tipologia. La produzione di un rosato prevede una breve macerazione del mosto ottenuto da uve a bacca nera, ossia il contatto della parte liquida con le bucce, nelle quali sono concentrati i pigmenti che danno colore al vino; dopo aver separato le bucce dal resto della massa, si procede come in una normale vinificazione in bianco: se vi imbattete in qualcuno che ai giorni nostri vi dice ancora che si ottengono mescolando vino bianco e rosso, fuggite a gambe levate, da lui e dai vini che vorrebbe proporvi. Si tratta di una tipologia di prodotto che alle caratteristiche di freschezza e fragranza gusto-olfattiva tipiche di un bianco associa profumi e in certi casi struttura di un rosso. Nelle migliori espressioni, i rosati sono vini di grande piacevolezza, versatili negli abbinamenti col cibo, dotati tanto di eleganza quanto di profondità gustativa. Ritornati prepotentemente in auge dopo un periodo di appannamento, vengono prodotti praticamente in ogni parte d’Italia: ma se devo pensare a un rosato per antonomasia, francamente la mente corre subito al sud, a quei chilometri di coste meravigliose tra Tirreno, Ionio e Adriatico dove questi vini hanno storia, consuetudine e memoria, ed è raro trovino rivali. La riprova l’ho avuta degustando 3 rosati proposti da Emanuela Pregnolato a Degustamare,  così diversi nell’esprimersi e nello stimolare i sensi, ma accomunati da una profonda identità sapida e salmastra che riportava istantaneamente a paesaggi costieri mediterranei:
Rosa Terra 2014 – Valentina Passalacqua
Arriva dai terreni magri e ricchi di calcare del Gargano, da nero di Troia (o uva di Troia) in purezza. Cantina i cui vigneti sono certificati biologici sin da tempi non sospetti, con uno sguardo rivolto anche alla biodinamica, per quel che concerne cicli astrali e fasi lunari durante le varie fasi produttive. Cerasuolo lucente nel bicchiere, all’inizio fa il timido ma senza riuscire a dissimulare elegantissime note di rosa canina. Col passare dei minuti si aggiungono spunti di erbe aromatiche, di fragoline di bosco, di salsedine. Sorso impeccabile, dal tocco felpato, intriso di sapidità e di freschezza, alla quale contribuiscono senza dubbio le escursioni termiche che qui sul Gargano si fanno ben sentire, nonostante il contesto mediterraneo. Acciaio, lieviti indigeni, affinato sulle fecce fini per 5 mesi e non filtrato. Una gran bella sorpresa.
Negroamaro Rosato 2014 – Calitro
Salento costa ionica, Sava per la precisione, con il mare a poca distanza. Dei rosati salentini e del livello di qualità che hanno raggiunto ci sarebbe ben poco da dire di nuovo, tranne il lasciarsi sorprendere ogni volta che ci si imbatte in una etichetta mai degustata prima e di questo valore. Il più immediato ed esuberante dei 3 vini in degustazione, sin dai profumi di lampone, ribes, arancia rossa e melograno. Poi arrivano le spezie dolci che il passaggio in barrique porta in dote e che contrastano con una nuvola iodata che si espande poco a poco. Rinfrescante e sapido, ci sono materia, spessore e persistenza.
Granatu 2013 – Casa Comerci
Et voilà, l’anello di congiunzione tra rosati e rossi. Quasi più rubino purpureo che altro. A Nicotera, Calabria tirrenica, Domenico Silipo, presente alla degustazione, racconta del suo magliocco canino che, nonostante solo mezz’ora di macerazione, si presenta in quella veste da brividi per intensità cromatica e lucentezza. Come da brividi è un naso che evolve in continuazione, passando dai frutti di bosco alla salamoia, dal geranio alla radice di liquirizia, dal pompelmo rosa al rabarbaro. Sapidità e volume, leggerissima scia tannica che lo rende ancora più intrigante. Da vigne piantate solo nel 2009, ma se il risultato è già questo chissà cosa aspettarsi nel futuro; anche come prospettive di invecchiamento, considerato che i rosati di solito non sono fatti per sfidare il tempo.

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