Sandro Sangiorgi ed Emidio Pepe: due persone molto diverse, con una comune, viscerale passione per il vino

La decisione di partecipare a questa serata è dipesa da almeno tre validi motivi, non necessariamente nell’ordine in cui vengono riportati. Il primo è sicuramente l’interesse ed un forte legame per i vini di Emidio Pepe; il secondo motivo è riconducibile al fatto di poter ritornare a mangiare in questo bellissimo ristorante, dove già avevamo avuto modo di passare alcune piacevoli serate; il terzo, non meno importante, poter ascoltare di persona Sandro Sangiorgi, in quanto il suo famoso libro “L’invenzione della gioia”, da tutti decantato come uno dei migliori libri mai scritti sul vino, almeno al sottoscritto aveva creato non poche difficoltà nella lettura.IMG_6391 Basteranno pochi minuti, e la mia opinione su di lui verrà completamente stravolta, tanto da farmi riprendere la lettura dal punto esatto in cui era stata sospesa alcuni mesi fa. Siamo nel cuore della Franciacorta, alla Dispensa Pani e Vini del noto Chef Vittorio Fusari, per partecipare alla serata di presentazione del libro scritto da Sandro Sangiorgi “Manteniamoci Giovani – Vita e Vino di Emidio Pepe”. La serata si preannuncia davvero interessante, 6 vini in degustazione, tre Trebbiano e tre Montepulciano di tre annate diverse, il tutto magistralmente accompagnato dalla presentazione di Sandro Sangiorgi, ed abbinato ad altrettante splendide portate preparate dallo Chef.IMG_6393 Quando arriviamo la sala destinata all’evento è ancora vuota, e le sensazioni che proviamo nell’osservare il tavolo disposto a forma di ferro di cavallo, con tutti i bicchieri allineati per gli assaggi, ci fanno presagire che sarà una grande serata di degustazione. Sandro Sangiorgi arriva puntuale, con uno zaino in spalla ed un cane al seguito, e si dispone al vertice della sala, assieme ad altri due relatori che lo aiuteranno nella conduzione della serata. Umberto Stefani, originario di Padova ma come lui stesso si è definito, il più bresciano dei tre, dato che ormai da anni abita nella zona, alla sua destra, e Mauro Fermariello, fotografo ed ideatore del noto blog Winestories, alla sua sinistra. Nessuna traccia della famiglia Pepe. Sarebbe stata proprio la ciliegina sulla torta, e un po’ ci dispiace.IMG_6396 Sandro Sangiorgi è un fiume in piena, non smette mai di parlare, accompagnando gli ospiti della serata nella degustazione dei vini di Pepe, ed opportunamente punzecchiato dalle domande postegli da Mauro Fermariello, ci racconta Emidio Pepe.IMG_6397
Racconta di lui come di un uomo elegante e ricco di fascino, un lavoratore instancabile, una persona che sta per ore da ascoltare proferendo pochissime parole. Ci racconta di un uomo strettamente legato alla terra, alla campagna abruzzese di Torano Nuovo, ma anche dei suoi viaggi all’estero, in Giappone, a New York, in Australia. “Viaggiare forma l’uomo” dice Pepe.  Quella di Pepe è anche una grande famiglia, e Sangiorgi non omette infatti di sottolinearlo, parlandoci delle figlie di Emidio.Vini Pepe Sofia, la più giovane delle tre, è quella che conosce più intimamente i segreti dell’arte di fare il vino; Daniela, dedita principalmente alla parte amministrativa ed alla gestione dell’Agriturismo; Stefania, titolare di una propria cantina a pochi passi da quella di famiglia. Ed infine Chiara, nipote di Emidio, enfant prodige che sin da giovanissima inizia a girare il mondo, promuovendo il marchio di famiglia. La serata inizia con la degustazione di tre trebbiani e tre montepulciano di tre annate differenti.

Ecco la scaletta dei vini:

Trebbiano d’Abruzzo 2012

Il più giovane dei tre e conseguentemente anche forse il più semplice. Floreale al naso, bocca di considerevole freschezza e la solita, grande bevibilità.

Trebbiano d’Abruzzo 2011

Leggermente velato all’esame visivo, naso intenso con sentori agrumati e di tè verde. Decisamente gustoso e con una nota sapida molto evidente al palato. Risulterà il più apprezzato dei tre.

Trebbiano d’Abruzzo 2010

Molto attraente alla vista, di una luminosità eccezionale. Nespola, fiori di campo, terra bagnata e creta si rincorrono all’olfatto. Sapido, scorrevole ma allo stesso tempo saporito.

Montepulciano d’Abruzzo 2011

Il colore è quello inconfondibile del Montepulciano, rubino intenso con unghia violacea. Al naso si avvertono eleganti note di polvere di cacao, il leggero profumo di crystal ball mi riporta a ricordi di infanzia. Dopo una decina di minuti il naso cambia, facendo avvertire sentori di pot-pourri ed erbe officinali. Ancora nervoso al palato ma già godibilissimo.

Montepulciano d’Abruzzo 2010

Inizialmente un po’ chiuso, si aprirà un po’ alla volta dimostrando una grande classe. Pepe, lattice ed una bellissima speziatura. In bocca è lungo, balsamico, con una generosa freschezza ed una piacevole nota sapida. Il 2010 è stata notoriamente una grande annata, sentiremo parlare ancora di questo vino, magari tra una decina d’anni.

Montepulciano d’Abruzzo 2008

Non cede di un millimetro sin dal rubino fitto. Qui è la frutta in confettura ad emergere da subito: amarena, more e mirtillo nero.Piatto Poi salamoia, rabarbaro, humus ed eco speziata. Bilanciatissimo, dalla lunga e corrispondente persistenza. Bere un vino di Emidio Pepe è sempre un’esperienza unica, mai banale, ogni suo vino, indipendentemente dall’annata, ha sempre una bevibilità impressionante. Come mi disse una volta Elisabetta Foradori, bere un vino naturale è come bere dieci vini contemporaneamente. Il vino cambia continuamente nel bicchiere, a distanza di pochi minuti evolve nei profumi, te ne sussurra alcuni e poco dopo ti spiazza proponendoti tutt’altro.

Bellissima serata, in compagnia di grandi vini, di un grande relatore e di un grande chef.

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