Tenuta Iuzzolini e i suoi autoctoni

Tenuta Iuzzolini

Quando si parla di vino, difficilmente viene nominata la Calabria. Anche il più esperto conoscitore del mondo del vino, delle zone vitivinicole vocate e delle etichette più importanti, non saprà dire che alcune cose. Saprà ad esempio che non esiste nessuna zona a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, saprà che in Calabria si producono prevalentemente vini bianchi e saprà sicuramente che i principali vitigni sono il greco bianco, il montonico, il gaglioppo ed il magliocco.

Se il nostro esperto è veramente tale, conoscerà probabilmente anche la cantina Librandi ed il Moscato di Saracena Passito della Cantina Viola. Poco o niente di più, credo. Per questo motivo penso che un articolo su una cantina calabrese possa essere importante e portare a conoscenza l’esistenza di una bella realtà come quella della Tenuta Iuzzolini, della quale recentemente abbiamo potuto provare alcuni dei suoi vini.

Fortunato Iuzzolini è l’attuale proprietario e, insieme alla moglie Giovanna e ai figli Rosa, Diego, Antonio e Pasquale, dal 2005 conduce questa azienda situata a Cirò, cittadina della costiera jonica crotonese, ove da tempo immemore sono coltivati i vitigni autoctoni che concorrono alla produzione del noto Cirò Doc. L’intera tenuta dispone di circa 500 ettari, di cui 100 coltivati a vigneto, 50 ad uliveto, 100 a seminativo, e la restante parte occupata da boschi e pascoli per il bestiame. Qui il clima è tipicamente mediterraneo, con suoli prevalentemente di origine calcareo argillosa e sabbiosa. I vigneti sono situati in località denominata “Timpa Bianca” nel Comune di Cirò Marina, a poca distanza dal mare, e le varietà autoctone coltivate sono il greco bianco, il gaglioppo e il magliocco.

Ma veniamo ai vini degustati:

Don Fortunato Tenuta Iuzzolini

Don Fortunato Brut

Spumante metodo charmat, ottenuto da un blend di varie uve bianche coltivate in Calabria. Una bollicina semplice, fresca e di facile beva. Un’interessante alternativa per il momento dell’aperitivo, prima di iniziare un pranzo od una cena, oppure da sorseggiare in tranquillità in una calda giornata d’estate davanti ad un tramonto.

Madre Goccia Tenuta Iuzzolini

Madre Goccia 2015

Uvaggio di greco bianco e chardonnay: il primo matura in acciaio, il secondo in barrique per due mesi. Deve il suo nome al frutto della prima pressatura dell’uva, quello che tecnicamente noi sommelier chiamiamo mosto fiore. All’aspetto visivo si mostra giallo paglierino vivace con lievi riflessi verdolini. Il suo impatto gusto-olfattivo è intenso, prevalentemente floreale, a cui si aggiungono note tostate derivanti dal passaggio in botte.

Maradea Tenuta Iuzzolini

Cirò Rosso Classico Riserva Maradea 2011

Gaglioppo in purezza che matura per 12-14 mesi in barrique di castagno calabrese, a cui segue un affinamento di quattro mesi in bottiglia. Rubino intenso, vivo e di buona consistenza. Avvicinandolo al naso sprigiona un corredo floreale, abbinato a note vegetali pungenti, seguite da sentori tostati, di frutta secca e tabacco. Palato fruttato con piacevole vena tannica e sapida.

Donna Giovanna Tenuta Iuzzolini

Donna Giovanna 2014

Greco bianco da vendemmia tardiva. E’ sottoposto ad un passaggio di sei mesi in botti nuove di rovere francese, a cui segue un affinamento di un paio di mesi in bottiglia. Giallo dorato luminoso di grande vivacità. Aspetto olfattivo di notevole impatto ed intensità caratterizzato da note di frutta dolce. La vendemmia tardiva è molto evidente e si avverte in modo deciso il sentore delicato della vaniglia, a cui si aggiungono note di pesca, cioccolato bianco e tabacco. Al palato entra decisamente rotondo, morbido, vellutato, sorretto da una sensibile nota sapida, prevalente rispetto alla freschezza.

Lumare Tenuta Iuzzolini

Lumare 2015

Blend di gaglioppo e cabernet sauvignon, che fa un affinamento di tre mesi in botti nuove di rovere francese, più due mesi in bottiglia. Di grande impatto all’aspetto visivo, tecnicamente rosa chiaretto, ma se non fosse un rosé potrebbe benissimo essere definito anche un rubino molto tenue. Naso zuccheroso, ciuccioso, ricorda certi profumi che si sentono alle fiere vicino alla banca dei dolciumi, ma spicca anche il profumo fragrante della rosa e quello tipico del melograno. Al palato è di grande piacevolezza, le note tipiche della barrique sono più smorzate rispetto agli altri vini degustati ed è dotato di grande equilibrio. E’ davvero un bel vino, che nella sua tipologia sfiora indubbiamente l’eccellenza.

Paternum Tenuta IuzzoliniPaternum 2010

Da sole uve magliocco, passa 24 mesi in barrique di rovere francese, a cui segue un affinamento in bottiglia di altri 24 mesi. Bottiglia importante e imponente, sia nelle dimensioni che nel peso. Credo che la conserverò come arma di difesa personale, per eventuali intrusioni indesiderate in casa! A parte questo, il Paternum appare di un rosso rubino cupo, profondo ed impenetrabile. Di grande concentrazione. Sprigiona profumi dolci di amarena, boero, viola e vaniglia. Il sorso è pieno, possente, di quelli che non passano certo inosservati, con un finale lungo e piacevole, accarezzato da un tannino rotondo e setoso. Ha un grande potenziale e incontrerà indubbiamente il consenso di gran parte dei consumatori, soprattutto a livello internazionale, per via delle sue caratteristiche di morbidezza e concentrazione.

Il prossimo Vinitaly, che si terrà a Verona dal 10 al 13 aprile, potrebbe essere una buona occasione per scoprire questa azienda.

Lascia un commento